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casa degli specchi – la canzone del male lyrics

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[intro: gyluciani]
casa dello speck
e questo pezzo lo dedichiamo a camoranesi, yo

[strofa 1: gyluciani]
sh-t is crazy, camoranesi
tutta l’europa in mano ai casalesi
e ci siamo arresi, in casa lesi
a commentare i m-ssaggi cinesi (cinesi?)
cinesi ma sempre cari
si, biancaneve: sert e nani
ma io non bevo io tiro a campari
per sopportare i miei figli e i miei cani
silenzio, sento il male che incombe
essere vivi è essere sempre in forse
e ora che i terroristi mettono le bombe
finalmente la gente se ne accorge (bravi!)
ma non fraintendere io sono occidentale
le mie scarpe costano quanto in africa un ospedale
quindi io sono il male? dov’è la verità?
forse in questa canzone che fa “la la la la la”, fa…

[ritornello: gyluciani]
stavo pensando che questa canzone (la la la la la)
mi ricorda il male (la la la la la)
non è che suona male, suona proprio come il male (la la la la la)

[strofa 2: janeosa]
e senti come suona questa è casa degli specchi
col gusto dei vinili impolverati usati e vecchi
e senti come suona cds lo ripeto
è come un pomeriggio torrido immerso in un uliveto
e senti come suona, segui il ritmo come viene
questo è il rap del ponente ragga beat e suona bene
gira giusto e prende al volo fumo erba lungo il molo
come incenso per le stelle sotto al cielo qui da solo
e senti come suona specialmente fuori orario
e non servono gli inviti il palcoscenico o il sipario
per questa contro-accademia che forma controcultura
che al contrario dell’industria ciò che fa è tutta natura
e frei prende in testa come l’erba quando è buona
che dalla prima nota hai già capito come suona
suona raggae, suona hip hop, suona indie o suona nero
suona come cazzo vuoi, ma suona sempre vero!

[ritornello: gyluciani]
nella vita, un pò come in cina (la la la la la)
c’è il bene ma anche il male (la la la la la)
non mal di testa, mal di pancia… il male! (la la la la la)

[strofa 3: alex antonov]
everyday i’m hustlin’, ogni giorno ad ascoli
una gazzella pensa: “che ci faccio qui ad ascoli?”
io invece mi risveglio sugli alberi, e vedo
pecoroni che si pensano poeti, quindi pascoli
io suono il ragga, l’isis è a raqqa
è il male che avanza nelle sue mille forme
ma le forze del male giammai mi avranno, babilonia
scemi, babbi-lonia (no)
babbi lonely, soli, la metafora
della delorean mi ha rotto i coglioni
ma se volete vi do in nullaosta
per usarla, come a gressoney
vedo aggressioni dell’isis, penso che
l’isis è il male, loro sono i terroristi
dell’isis, si è l’isis
che mi fa pensare quindi sopravvivere, vivo un paradosso!

[ritornello: gyluciani]
ma secondo te l’isis c’è in cina? ieri (la la la la la)
ho incontrato ‘sto cinese, gli ho detto scusa ma (la la la la la)
dove sei stato in vacanza? e lui ha risposto “al male!” (la la la la la)

[outro: gyluciani]
e allora gli ho detto: “forse ti sei confuso, volevi dire al mare”
e quello mi ha detto: “ma, ma come, ma, ancora con questo stereotipo dei cinesi e in generale degli orientali che non sanno pr-nunciare la lettera “r”, io sono andato al male e il fatto che tu abbia ragionato così mi testimonia che anche tu sei pieno di male”