chino (andrea cirillo) - fenice lyrics
sbuca un braccio dal terreno e in lontananza sento un grido
pensavano davvero fosse il mio ultimo respiro
nemmeno dio decide io se sono pr+nto a perdere
come una fenice risorgo dalla cenere
elettrocardiogramma piatto e la mia guerra cessa
asciugate il pianto di chi mi ha amato in terra
rap music nell’impianto, non voglio una messa
ma non è ancora il momento, io mantengo ogni promessa
ho ancora multe da pagare e sentimenti da esternare
canzoni nel computer, sigarette non fumate
non sono pr+nto all’ade, non me ne posso andare
fin quando non avrò reso fiero mio padre
ogni momento è fulcro, nel bene e nel male
quando mi sentivo nullo ma per te ero speciale
chi mi ha spezzato il cuore o l’ha saputo riparare
chi mi ha tarpato le ali insegnandomi a volare
ringrazio ogni insuccesso, ha dato gusto alle vittorie
chi mi voltò le spalle dimostrando il suo valore
grazie solitudine, mi hai presentato chino
e chi mi ha emarginato riscrivendo il mio destino
devo ancora delle scuse alle persone che ho ferito
non ti amavo per davvero, ti ho soltanto presa in giro
perdonami se urlavo, urlavo e non capivo
se mi sentivo solo anche quando eri vicino
avrei potuto studiare invece di inseguire un sogno
avrei perso il mio sorriso ma avrei pieno il portafoglio
ho perso amici, l’autostima e troppe ore di sonno
il faro illumina lo scoglio ma non calma il mare mosso
perché la vita è un soggiorno involontario
ed è in salita, ogni giorno è un caso strano
ma respira, non è facile alle volte
ma ciò che non uccide ti renderà più forte
perché la vita è un soggiorno involontario
ed è in salita, ogni giorno è un caso strano
ma respira, non è facile alle volte
ma ciò che non uccide ti renderà più forte
spero solo che anche il mio pianeta e la mia gente
possano lasciarsi l’odio alle spalle
cessando il fuoco e risorgendo dalle ceneri
chiudo le porte al mio passato, ma non getto via la chiave
solo quando ti ho lasciata, ho capito eri speciale
lascio impr+nte sulla sabbia poi le cancella il mare
ma se non lascio niente a che serve camminare?
sono stato un mediocre e un po’superficiale
avrei potuto leggere o imparare a cantare
a venti ho visto gli inferi, ma sono ancora vivo
non ho il dress code adatto al paradiso
perché la vita è un soggiorno involontario
ed è in salita, ogni giorno è un caso strano
ma respira, non è facile alle volte
ma ciò che non uccide ti renderà più forte
perché la vita è un soggiorno involontario
ed è in salita, ogni giorno è un caso strano
ma respira, non è facile alle volte
ma ciò che non uccide ti renderà più forte
si, quei ricordi fanno male e non li puoi cancellare
luce dentro l’iride, il cielo resta il limite
ma dammi la mano e lo superiamo insieme
stammi lontano e mi vedrai cadere
ora io mi sento finalmente vivo
sono migliore ed è grazie a ciò che scrivo
se sono migliore è solo grazie a ciò che scrivo
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