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pessimo 17 & sick budd - 04:18 a.m. lyrics

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[testo di “04:18 a.m.” ft. terrasanta]

[strofa 1: pessimo 17]
ore 4:18
nell’abitacolo non vedi molto (quasi niente)
la brace di una chesterfield illumina se tiro dita e volto (seh)
una frazione di secondo
a quest’ora in carreggiata sono l’unico stronzo (proprio l’unico)
io forse torno da lavoro oppure nel bagagliaio ho qualcosa di grosso
comunque non è affar vostro (per un cazzo)
se mi arrangio come posso
sto posto non è casa, è solo dove dormo, yeah
non pioviggina troppo, a ogni lampione le gocce
mi fanno strani giochi d’ombre sul cruscotto (sul cruscotto)
pensa se fossimo farfalle che vivono solo un giorno
ma quel giorno piovesse a dirotto, yeah
mi fermo al rosso e il semaforo si fa verde (si fa verde)
per la pattuglia all’altro lato con le luci spente
mi chiedo perché si sceglie (perché si sceglie)
di rovinar vite alla gente per mille e quattro al mese

[ritornello: pessimo 17]
il cielo sta piangendo come coleman
sto sveglio nella venticinquesima ora
nasco povero, non venero la droga
crepi sui trentatré senza scrivere la storia
[strofa 2: terrasanta]
vengo dalle staffette e i pesi
da una costa all’altra, posta che si alza sul piatto
chiuso in cucina, bianca regina col re sotto scacco (seh)
scalo le vette, volgo il mantra a chi veglia dall’alto
lei si avvicina, poi mi trascina e stende un velo bianco
sfreccio sulla salerno+reggio a bordo del mio bm (seh)
c’ho troppi cazzi per la testa e non leggo i dm
non credo tu possa comprendere cosa mi spinge
se sto correndo, è solamente perché il tempo stringe
vengo dal buio, a dirla tutta è lì che sto tornando
ma è come dire: “sto alla frutta e me ne sto vantando”
per completare l’alfabeto all’ultimo tassello (seh)
tocca soltanto superare l’ultimo casello
dalle mie parti gli agenti sanno chi siamo
per questo i tre quarti dei miei parenti stanno a milano (seh)
non mi presento e se vengo, non vuoi problemi (no)
se vuoi argomento perché tratto certi temi
ore 4:18 di un venerdì b+st+rdo (seh)
la pioggia cade a dirotto e bagna l’asfalto
sono la voce del blocco ma a volte basta uno sguardo
sto fermo al posto di blocco e per giunta sto già in ritardo

[ritornello: pessimo 17]
il cielo sta piangendo come coleman
sto sveglio nella venticinquesima ora
nasco povero, non venero la droga
crepi sui trentatré senza scrivere la storia
[strofa 3: pessimo 17]
ho l’aux rotto, ascolto news in radio (news in radio)
il papa parla di bimbi sotto le bombe, sta pregando (seh)
‘sto tipo in bianco sembra quasi simpatico
e la guerra sembra un discorso troppo lontano (un po’ troppo)
mi chiedo che direbbe nei boschi di cadorago
signor papa, dio è crepato nei boschi di cadorago (seh)
e io c’ero, lo guardavo
negli occhi aveva più vuoto del posto in cui sono nato (più di quello)
la strada sa di umidità e pneumatico bruciato
come il fumo pacco o come quando (quando)
una faida in paese bruciò due auto
e per l’effetto a catena, presero fuoco le altre quattro (a fuoco)
io per i soldi riconosco, ho sbagliato prodotto
cerco di vendere un quadro già storto (già storto)
nessuno vuol vedere ogni giorno
qualche scena dipinta con questa fredda provincia di sfondo



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