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this is keeper – lacera dentro lyrics

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[ritornello: keeper]
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo

[strofa 1: keeper]
conto i drammi per addormentarmi, quasi per cullarmi dentro il mio malessere
conto gli anni persi per rifarmi e non mi basta odiarmi al non vedermi crescere
strozzo stati d’animo b-st-rdi, come il non bastarsi o non sapersi prendere
sono in cerca di me stesso da anni, penso a cento affanni, frate si ma all’essere?
all’essere no, non penso all’essere proprio
forse fra ad essere sobrio, con questa merda che ingoio
non voglio essere solo, se il petto si infuoca in un rogo
la gola che stringe il suo nodo
taglia il respiro di nuovo
fende la tempra più dura, gioia in orrore e paura
secondi ed ore, con secoli in decimi di una
sera di ottobre ma qua foglia alcuna
l’ego acuisce e cattura, petali ignei di cruda tortura
e il filo dimostra la cura
taglia il cielo anche la luna

[ritornello: keeper]
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo

[strofa 2: keeper]
mi riparo in barre e pare porterò
la croce in spalla, dalla testa a giù
le farfalle in pancia pare non le ho
le distingui dalle tarme tu
le mie immagini in acri momenti salienti nei tragici
tratti irreali bro, voli pindarici
farsi guidare no, se a consigliare fra sono i rammarichi (ah)
l’aridità di animi saturi di alibi fra
lascia ingessati e i conati arrivati
dai setti deviati dall’avidità
quando di la, urlano i demoni da giorni ma ad ogni possibilità
chiedo di darmi la grazia si di stare
calmo, un po’ di benestare
sperò mi lascerà, l’ansia che lacera il tempo
quella che mangia da dentro
quello che lascia lo amm-ssa nel centro
occhio che agita il vento
per non dire, della stanchezza troppa per dormire
non all’altezza di osteggiare l’onta
però ancora troppo poca per morire

[ritornello: keeper]
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo
lacera dentro, la solitudine la sera in centro
ho la cera dentro, spegnimi o resterò fumo nel vento
giro e la accendo, mentre contemplo il soffitto dal letto
tiro e riprendo, la mia catarsi scrivendo