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16 barre – r.i.pieces lyrics

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[strofa 1: john princekin]
penombra lungo il corridoio
luce fioca esplode da lampade ad olio
sul pavimento stride il cuoio dei loro anfibi bagnati
dagli incubi gli scribi del demonio sono tornati
in mezzo ai morti sono sempre stato
vanno giù soltanto con un colpo al capo
porto in dote al prete che schiavo di valori finti ha molta sete
controllato ha negato istinti in fiumi di seghe
come mai non vedo spazi aperti?
dove stai sogno ad occhi aperti?
waking life dall’ultima scialuppa per le nebulose
porto la mia vita più tre dita di semi di rose
(per te) perché rimanga vivo il sogno di un giardino verde
oltre la barriera delle stelle
mentre il mondo si ribalta
per vivere rapineremo in banca con la banda come nei ’70

[ritornello: john princekin]
non se ne può più di tutto
ogni sogno per la mia generazione è già stato distrutto
vi siete bevuti tutto
e quando ce ne andremo resterete su ‘sta terra all’asciutto
(“rest in pieces”)
non se ne può più di tutto
ogni sogno per la mia generazione è già stato distrutto
vi siete bevuti tutto
e quando ce ne andremo resterete su ‘sta terra all’asciutto

[strofa 2: benni]
e mentre stiamo festeggiando il buio incombe in questa stanza grigia
cola lo sporco sopra ai muri mentre i nostri dialoghi si spengono pian piano
l’ultimo sorso di liquore in mezzo ai libri mi solleva a forza il cranio
candele come colonne lungo il mio cammino verso il tempio
sembran dire: “guarda quel bambino che eri e prendi quel te stesso come esempio
lasciati cullare all’infinito dal ciclo continuo del tempo”
fini a se stesse fuori guerre scavano l’inconscio
l’abisso in cui ci si ritrova non ha un fondo
io mi ritrovo un mostro in parte a letto sempre in piedi quando dormo
non mi curo del mio aspetto e non ho sonno
come sempre comodo nell’ade se il colore di queste contrade è finto
lo voglio estinto da rocce infuocate come carri sopra questo cielo a strati
e da copione questi insetti saranno schiacciati
noi siamo parte di un disegno più complesso, il riflesso di un dio non ci appartiene
e per restare insieme cantiamo in versi il non ritorno
riflessi sopra il casco che portiamo del buio stellato intorno

[ritornello: john princekin]
non se ne può più di tutto
ogni sogno per la mia generazione è già stato distrutto
vi siete bevuti tutto
e quando ce ne andremo resterete su ‘sta terra all’asciutto
(“rest in pieces”)
non se ne può più di tutto
ogni sogno per la mia generazione è già stato distrutto
vi siete bevuti tutto
e quando ce ne andremo resterete su ‘sta terra all’asciutto