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hidem & vonde – timeless lyrics

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[strofa 1, vonde]
l’individuo ormai non pensa, pensa che non c’è una scelta
cerca l’arte nella merda purtroppo si accontenta
da un lato le svolte mi rendono triste, peccato
ma dall’altro cosa devo farci? e’ legge di mercato
nella corsa poi ti perdi se guardi gli altri ti fermi
io faccio il mio tu fai il tuo e siamo tutti contenti
ma dove, qua mi mangio il fegato tipo troppo brandy
per gente che non vive sta roba e restano solo esterni
ma frate dai, tra la tua idea e la mia
la differenza è che per spiegarla serve un’enciclopedia
per la tua una descrizione sotto una foto di insta
il divario tra la botta di una stagnola e una stizza
non è che mi fanno schifo, mi fa schifo chi ascolta
ripet-tivi tipo togli la cera, c’era una volta
chi rappava per sp-ccare beat, mica questi qui
che spendono cifre a tre zeri per un cazzo di paio di jeans

[strofa 2, hidem]
senza tempo come il vento, tutto qua è già stato detto
ma al mio modo no di certo, perdonami lo sconcerto
sono certo che se parli in questo modo a campo aperto
ti renderai conto che ormai è tardi e che sei già un reperto
il mio quaderno è il death note, ho ucciso l’alfabeto
ha fatto perno sul mio petto e poi mi ha riportato indietro
a quando ognuno per uscire camminava in mezzo al fuoco
la musica non era mai trattata come un gioco
ma una storia non ce l’ho, mi sa che dovrò crearmela
ho capito già da un po’, che dovrei parlare a vanvera
sennò non spunterò, ma non so se voglio farlo
in sto momento so per certo che non voglio fare altro
conoscenze limitate, ma vivo di vicende raccontate
di vite quasi ormai dimenticate
ma non morirò di fame, ogni giorno un esame
nuoto in questo mare col tempo raggiungerò il fondale

[skit, neffa]
però ecco, sentivamo che era finito quel tempo, quella cosa per cui
la musica era una conseguenza della…dell’energia che c’era, e non il contrario

[strofa 3, vonde]
quando parlavi di stronzate io pensavo fosse un gioco
quando non vi parlo è per farlo a mio modo
e non è soltanto il mondo o uno sfogo
e’ ingoiare da secondo mentre vuoi il podio
dietro impiego troppo tempo, diffondo il mio verbo
stendo fogli per nuovi modi in cui credo, non mi sorprendo
cosa nasce, a cosa porta questo, io me lo sono chiesto
risponditi con quello che pensavi fosse perso
senza tempo opposto al sole, perchè intramontabile
la peggior cosa è credere sia facile
vedo figli di mode che si sa non sono statiche
ma figli di un’att-tudine è un’altro paio di maniche
dammi un mat-ta, non limitarti in sta vita
che ti giri fai due p-ssi e poi frate dopo è finita
ho fame, non fisica ma quella mentale
porto una teoria vivida e ho tutto da dimostrare

[strofa 4, hidem]
ho serrato le serrande, insegnato agli insegnanti
ho appurato che il tuo slogan è un messaggio come tanti
att-tudine portata avanti, tratto la musica coi guanti
conto tanti danni non conto contanti
fare scelte giuste non è mai stato il mio forte
però tutto ciò che imparo è chiuso in c-ssaforte
questi qua che dicono cazzate ai quattro venti
hanno tutti gli occhi addosso ma sono dei non vedenti
quello che ho dato ho dato, tratto il dado l’ho lanciato
forse un tiro fortunato, no non lo sono mai stato
ormai troppi suoni mi hanno conquistato
ma in un popolo di cloni sono io quello sbagliato
alla fine qua devi dire la battuta che il pubblico vuole ascoltare
il pensiero è più forte di un pugno perchè nella vita è meglio ragionare
più vado in cerca di un’evoluzione più tutto qua regredisce
più roba cercano di mettermi in mente più il tentativo fallisce